Dopo l’incontro con un’archeologa …. diario di uno scavo!


Stavo portando a spasso il mio cane Mya. Era un giorno come tanti e, per farle una piccola sorpresa, quando giungemmo al limitare di un piccolo campo lasciato a maggese da anni (che si trovava sulla strada del ritorno verso casa), la liberai e le dissi che poteva correre liberamente.
Allora lei, fuori di testa dalla felicità, si mise a correre all'impazzata e, dopo aver corso per una buona mezz'ora (mentre io me ne stavo tranquillamente seduto su una panchina a leggere), iniziò a scavare. Due o tre buche dopo sentii uno strano rumore provenire da una delle fosse, quindi mi avvicinai per vedere meglio e, proprio dalla buca che stava scavando Mya, vidi spuntare una porzione di quella che sembrava una colonna.
Volendo saperne di più, aiutai Mya a scavare e, dopo che avemmo rimosso più di due metri di terra, capii di averci visto giusto: si trattava proprio della colonna di un tempio o di un porticato.
Dopo quella scoperta presi Mya e il mio libro e mi catapultai a casa, dove, tramite una telefonata, dissi tutto alle autorità. Nel giro di 24 ore l'intero campo venne invaso da studiosi e archeologi, che iniziarono immediatamente gli scavi.
Mentre gli archeologi, supportati da me (date le mie conoscenze del luogo), scavavano e analizzavano il terreno nei dintorni della colonna, gli storici intraprendevano un'ardua ricerca sulla Piasco dell'età antica.
Proprio loro, dopo un mese di ricerche inutili, scoprirono un documento di Tito Livio che attestava la presenza di un grande complesso di templi dedicato a Giove, Artemide ed Ermes tra Alpeascum (Piasco) e Costeolae (Costigliole), distrutto a causa di una serie di catastrofiche alluvioni nell'1 d.C. e mai più ricostruito.
Allora, spinti da questa scoperta, gli archeologi aumentarono ancora di più la velocità degli scavi, arrivando a eliminare 2 metri di terra (ricca di numerosi sedimenti fluviali e di argilla, testimonianza delle numerose alluvioni) in poco più di 2 settimane.
Quello che venne alla luce dopo stupì tutti: i resti di 3 templi monumentali, un grandissimo porticato, un'immensa biblioteca con annessa una sala di ricopiatura dei testi (come testimoniato dal ritrovamento di alcuni papiri e pergamene) e una piccola scuola.
Gli archeologi ipotizzarono più tardi che si trattasse di un grande centro polifunzionale, utilizzato da tutti i villaggi vicini, nonché meta ambitissima per i pellegrinaggi della zona. Pensate: tutto questo fu scoperto grazie a un piccolo e vivacissimo cane!

Alla prossima,
Lorenzo Botta, 1KL – liceo classico