“Cutro 94… and more”
Nella mattinata di venerdì 18 settembre 2026 dalle ore 10,00 alle ore 12,30 le classi
5KL, 5A e 5F del Liceo Bodoni di Saluzzo si sono recate presso la Multisala Italia in piazza Cavour a Saluzzo per assistere alla proiezione del docufilm “Cutro, 94 … and more”, iniziativa promossa dal SAI (Sistema di accoglienza ed integrazione).
La tragedia del 26 febbraio 2023 a Steccato di Cutro ha lasciato un segno incancellabile: in quella notte persero la vita 94 persone. Per impedire che un dramma umano di questa portata venga ridotto a una semplice statistica, il documentario “Cutro, 94… and more”, firmato dal regista Angelo Resta, si propone come un’importante testimonianza collettiva e come un invito a mantenere viva la memoria.
Il film si distingue per la capacità di unire una profonda carica umana a una narrazione lucida ed essenziale. Proprio attraverso questa scelta, il documentario contrasta la tendenza a trasformare le vittime in semplici numeri, restituendo loro un’identità e una storia. Emblematico è il passaggio dedicato al piccolo Mohammad Sina Hoseiny, identificato inizialmente soltanto come “KR16M0”: dietro quella sigla viene così restituito il nome di un bambino di pochi mesi, ricordando allo spettatore che anche una cifra apparentemente anonima rappresenta una vita, una persona e i suoi affetti.
Gli interventi dei cronisti Vincenzo Montalcini e Bruno Palermo contribuiscono a scandire il racconto e ad approfondire la vicenda, mettendo in evidenza sia le reazioni della politica, sia la risposta della popolazione di Crotone e del territorio circostante, caratterizzata da grandi gesti di solidarietà.
L’opera non si limita a ricostruire una drammatica pagina di cronaca, ma assume un significato più ampio. Il titolo stesso, “Cutro, 94… and more”, racchiude questo messaggio: 94 non è un semplice numero, ma rappresenta 94 persone, ciascuna con il proprio nome e la propria dignità, che il mare e il silenzio rischiano di cancellare.
Le morti in mare rappresentano il dramma dei nostri tempi. Persone che mettono in gioco la propria vita e quella dei loro bambini per inseguire la promessa di un’esistenza dignitosa: poter mangiare tutti i giorni, andare a scuola e vivere liberamente. Tutti privilegi a cui spesso non pensiamo, perché per noi sono diritti acquisiti per nascita.
La perdita di vite umane nel Mediterraneo mette drammaticamente in luce il divario globale tra chi è nato in contesti di pace e benessere e chi è costretto a fuggire da guerre, persecuzioni, crisi climatiche o povertà estrema.
Di fronte a tutto questo, cosa fa l’Europa? Giudica i migranti irresponsabili, anziché comprenderne le necessità e le dinamiche che spingono a un gesto così estremo. Si preferisce affrontare l’ignoto su un guscio di noce con il cuore pieno d’angoscia, piuttosto che rimanere privi dei diritti umani fondamentali nella propria terra d’origine. In barba al diritto internazionale sull'asilo, il controllo delle frontiere e la gestione dei flussi diventano prioritari rispetto alla protezione della vita umana. Viene da chiedersi se la politica di oggi abbia perso il fulcro della questione o se semplicemente non voglia vederlo: di fronte a un problema complesso, per non mostrare la propria inadeguatezza, la classe dirigente preferisce concentrarsi su temi secondari, continuando a guardare il dito invece della luna.
Alice Nazario – 5F liceo scientifico “delle scienze applicate”

