La voce della memoria
Lunedì 26 gennaio noi alunni delle classi quinte, insieme a migliaia di altri ragazzi e ragazze provenienti da tutte le regioni italiane, abbiamo partecipato alla visita live del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau organizzata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano. Questa è stata un’esperienza straordinaria, in quanto abbiamo avuto la possibilità di visitare virtualmente luoghi che rappresentano una grande ferita nella storia dell’umanità. Grazie a una guida in loco, abbiamo potuto “camminare” tra le baracche di Auschwitz, entrando in prima persona all’interno degli edifici più caratteristici come i dormitori, le piazze, i finti ospedali e ciò che resta delle camere a gas. La visita è poi proseguita presso il campo di Auschwitz II – Birkenau, in cui sin dalla piattaforma ferroviaria, nonostante sia stato in gran parte distrutto dai tedeschi, abbiamo potuto osservare la mostruosa vastità di questo posto. Per quanto ci si possa impegnare, è difficile immedesimarsi e comprendere a pieno ciò che hanno vissuto milioni di persone. In questi luoghi, dove si alternavano urla strazianti e rumori di macchine, oggi risuona un silenzio che non è vuoto, ma racchiude le paure, le speranze spezzate di milioni di vite. Allo stesso modo la memoria non deve essere vacua, ma ricca di consapevolezza di ciò che è accaduto, altrimenti si rischia di ricadere silenziosamente nell’indifferenza e nell’odio. Il ricordo non è un rito del passato, ma deve essere vivo, capace di interrogarci. Se dimentichiamo questi eventi, distruggiamo anche il nostro futuro in quanto azioni quotidiane fatte di rispetto e di umanità sono l’unica via per far si che tragedie simili non si ripetano e che il silenzio di Auschwitz continui a parlarci.
Armand Luca - 5^C, liceo scientifico “delle scienze applicate”
