La Memoria oltre i libri: il senso del nostro viaggio ad Auschwitz


Martedì 28 aprile 2026, noi ragazzi che abbiamo partecipato al progetto “Promemoria Auschwitz” abbiamo condiviso la nostra esperienza con alcune classi quarte del saluzzese, presso i locali del Cinema-Teatro “Magda Olivero”. A presentare l’incontro, sono intervenuti i rappresentanti del Comune di Saluzzo e dell’Associazione Deina, che ogni anno collaborano con il supporto di borse di studio al fine di offrire ai maturandi questa preziosa opportunità. Poi la parola è passata a noi: attraverso video girati sul posto, storie e riflessioni sulle sensazioni e sugli oggetti, abbiamo cercato di restituire l'impatto umano di questa tragedia, andando oltre la classica lezione di storia.
Oggi abbiamo a disposizione documentari, archivi storici e libri che ci spiegano perfettamente le date, le dinamiche e i numeri dell'Olocausto. Eppure, un viaggio del genere rimane fondamentale. Leggere che milioni di persone sono morte è un dato storico; ma trovarsi fisicamente lì, gelare di freddo sotto al proprio giaccone pensando a chi indossava solo una divisa di tela o camminare davanti a tonnellate di capelli umani venduti come "materia prima", colpisce in un modo così forte che nessun libro può trasmettere. Andare ad Auschwitz oggi serve a trasformare la storia in un'esperienza fisica. Serve a ricordarci che quelle vittime non erano solo numeri, ma persone a cui è stata sottratta l'identità prima ancora della vita.
Quello che abbiamo portato sul palco non voleva essere un semplice "spettacolo" o il resoconto di un viaggio, il vero obiettivo di questa restituzione era uno solo: passare il testimone. Fare in modo che le immagini e le consapevolezze che noi ci ricordiamo ancora così vividamente dopo il viaggio, possano diventare, da oggi, anche un pezzo della memoria di chi ci ha ascoltato.

Alessia Ferrero – 5A, liceo scientifico “tradizionale”